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| STORIA |
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La
fama della frutticoltura volpedese, che si sviluppa
oltre che sul territorio del comune di Volpedo anche
in quello di Monleale, Volpeglino, Berzano, Pozzolgroppo,
Casalnoceto e Montemarzino, è stata raggiunta,
con pieno merito, dopo un lungo cammino, iniziatosi
sul finire del secolo scorso, grazie alla qualità
dell’ambiente naturale e del clima ma soprattutto
per |
merito
dell’abilità e della longimiranza dei frutticoltori
che hanno operato in questi luoghi tra i quali spiccano
la figura del cav. Alfredo Guidobono, cui spetta l’introduzione
della prima variètà coltivatata, la Waddel,
e dell’avvocato Carlo Baravalle, figlio d’arte
visto che il padre fu uno dei pionieri dell’introduzione
della frutticoltura nell’area di Volpedo, profondo
conoscitore della tecnica e della fisiologia frutticola
ma anche esperto coltivatore, potatore e innestatore. |
La
caratteristica della coltivazione peschicola dell’area
volpedese, che la rende particolare rispetto ad altri
comprensori produttivi piemontesi, è che essa
si estende su numerose cultivar e può così
, attraverso l’impiego di varietà più
o meno precoci, avere per un più lungo arco di
tempo disponibilità di prodotto con cui alimentare
i diversi mercati, locali e non. |
Nel
tempo si sono affermate varietà diverse, sempre
però all’avenguardia per qualità,
dalle pioniere “J.H. Hale”, “Elberta”,
“Amsden”, “Fior di Maggio” ,
attraverso tutta o quasi la vasta gamma degli incroci
Morettini e altre varietà a polpa gialla e bianca
tra le quali menzioniamo “Red Haven”, “Gialla
precoce Morettini”, “5-14 Morettini”,
“Fertilia” oltre che “Dixired”,
“Cardinal”, “Colling” e “Littorio”
per giungere alle attuali varietà impiegate negli
ultimi impianti la cui produzione è in grado
in giornata di raggiungere gli importanti mercati delle
principali città padane. |
E’
questa una prerogativa importante della pesca di Volpedo
da aggiungere alle alte qualità organolettiche,
di pezzatura e di colore, che rendono questo prodotto
particolarmente adatto per il consumo fresco. |
Una
particolare menzione merita il Mercato all’ingrosso
della frutta di Volpedo, istituito nel 1935 dall’avvocato
Carlo Baravalle con la collaborazione del Comune, di
cui era a quel tempo amministratore, per offrire ai
produttori, spesso titolari di proprietà frazionate
e quindi di limitata capacità produttiva, un
canale di vendita privilegiato liberandoli dal giogo
di intermediari, accaparratori, grossisti e dettaglianti. |
In
questo spazio pubblico, inserito in un razionale e decoroso
edificio, offerta e domanda erano libere di incontrarsi
ed intendersi, con reciproco vantaggio. |
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| Non
solo, i produttori stimolati dalla valorizzazione a dalla
sicura vendita del proprio prodotto hanno avviato un processo
di estensione degli impianti e di miglioramento della
qualità dei frutti che, con diverse vicende, continua
ancora oggi. |
Nel
contempo però l’intera economia dell’area
gravitante intorno al Mercato frutticolo di Volpedo
è stata positivamente influenzata portando un
diffuso e meritato benessere. |
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